La Dismorfofobia da Snapchat. Nuova forma di disturbo mentale?

Dr. Matteo Mentuccia.

I social network hanno avuto un impatto enorme nelle vite di tutte le persone. È evidente come individui che vivono a migliaia di chilometri di distanza non avrebbero mai potuto conoscersi e sviluppare delle vere e proprie amicizie se non relazioni amorose. Anche il mondo del lavoro è cambiato attraverso i social, basta pensare agli annunci lavorativi o di vendita di prodotti che si trovano su Facebook o Instagram.

Questa però è solo la parte positiva dei social. Ce n’è una molto negativa che come un virus sta infettando milioni di persone senza che le stesse se ne rendano conto.

Sto parlando di tutte quelle persone che non sanno più fare a meno degli stessi social. Che se non hanno una connessione Internet sentono che gli manca qualcosa di molto importante o che non riescono a fare a meno di andare a vedere la vita degli altri.

Nei casi più gravi si instaurano delle vere e proprie dipendenze e per stare al passo con la bella vita che gli altri mostrano si cerca di costruire una vita ad hoc da mostrare per ricevere like e approvazione.

Approvazione e successo sociale, di questo si tratta. Le persone stanno imparando a costruire la propria autostima in base ai like e all’approvazione da parte dell’altro dando allo stesso un enorme potere che non possiede. Questa approvazione passa, ovviamente, attraverso le belle foto, perfette in ogni dettaglio. Perfezione… proprio quello che si vuole raggiungere e mostrare agli altri per sentirsi importanti e a posto con sé stessi.

Dismorfismo e Social

L’ossessione per la propria immagine può essere un veicolo per lo sviluppo di disturbi psicologici 

Proprio parlando di perfezione sta nascendo una nuova patologia mentale che non fa ancora parte dei sistemi di classificazione convenzionali ma che forse lo diventerà: il Dismorfismo da Snapchat.

Ma andiamo con ordine e vediamo che cos’è il Disturbo di Dismorfismo Corporeo.

Il Disturbo di Dismorfismo Corporeo fu riconosciuto e studiato da Emil Kraepelin che lo considerò come una forma di nevrosi compulsiva e da Pierre Janet che lo definì “ossessione per la vergogna del corpo”.

Le persone affette da questo disturbo vivono nella costante preoccupazione di essere afflitte e menomate da uno o più difetti fisici che possono essere reali o immaginari.

Nel caso in cui fosse presente un’effettiva anomalia corporea, la preoccupazione risulta essere sproporzionata ed eccessiva. 

L’esordio del disturbo è solitamente graduale, ma può anche manifestarsi all’improvviso. La persona che ne è affetta può iniziare a nutrire una crescente preoccupazione per una determinata parte del corpo che presenta difetti lievi o immaginari. Le zone più frequentemente prese in esame sono: la faccia (asimmetrie o sproporzioni del viso, pallore o rossore, occhi labbra o naso) o la testa (eccessiva peluria o sudorazione) ma qualsiasi altra parte del corpo può diventare oggetto di attenzione. La parte corporea incriminata può cambiare durante il periodo nel quale la persona soffre del disturbo, esattamente come il livello di preoccupazione nutrita dalla stessa.

Chi è affetto da tale disturbo è quindi costretto a vivere costantemente in una situazione di forte disagio. 

DMS 5

Nel DSM-5 (APA, 2014) il Disturbo di Dismorfismo Corporeo è stato inserito nella categoria dei disturbi ossessivo compulsivi e disturbi correlati e diagnosticato con i seguenti criteri:

  • Preoccupazione per uno o più difetti o imperfezioni percepiti nell’aspetto fisico che non sono osservabili o appaiono agli altri in modo lieve;
  • A un certo punto, durante il decorso del disturbo l’individuo ha messo in atto comportamenti ripetitivi (ad esempio, guardarsi allo specchio; curarsi eccessivamente del proprio aspetto; stuzzicarsi la pelle, ricercare rassicurazioni) o azioni mentali (ad esempio, confrontare il proprio aspetto fisico con quello degli altri) in risposta a preoccupazioni legate all’aspetto;
  • La preoccupazione causa disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti;
  • La preoccupazione legata all’aspetto non è meglio giustificata da preoccupazioni legate al grasso corporeo o al peso in un individuo i cui sintomi soddisfano i criteri diagnostici per un disturbo alimentare.

Le persone che sono affette da Dismorfismo Corporeo tendono a rivolgersi a specialisti della chirurgia plastica o dermatologi, i quali possono curare i sintomi creando una sensazione di benessere che è però solo temporaneo e illusorio (anche sottoponendosi ad un intervento di chirurgia plastica, la persona ripresenterà gli stessi disturbi relativamente ad un’altra zona del corpo). 

Questo tipo di disturbo ha solitamente origine nell’adolescenza (16 anni).

Dismorfismo da Snapchat

I Social Network sono mediatori di una forma di identità virtuale che influisce sulla consapevolezza di sè.

Dopo questa doverosa premessa si può parlare di una nuova forma di dismorfismo corporeo denominato Dismorfismo da Snapchat. Con questo termine viene indicata la tendenza di alcune persone, per lo più adolescenti, a ricorrere ad interventi estetici per assomigliare all’immagine di sé stessi modificata da applicazioni come Snapchat, Instagram, ecc.

Applicazioni come queste consentono agli utenti di alterare il proprio aspetto grazie all’utilizzo di filtri e maschere che modificano l’immagine virtuale di sé. Nelle persone affette da Dismorfismo da Snapchat la funzione ludica data dall’uso dei filtri colorati viene però scavalcata dal desiderio di adeguarsi adun nuovo standard di bellezza, al voler raggiungere ed emulare nella vita reale un’ideale di bellezza irrealistico e spesso irraggiungibile. 

Con la capacità di migliorare la pelle, nascondere le imperfezioni (segni, macchie, occhiaie), ritoccare il volto, correggere le lentiggini o aumentare le dimensioni delle labbra o degli occhi, i filtri di queste applicazioni sembrano creare nuovi standard di bellezza tra i giovani. Questo può indurli a perdere il contatto con la realtà creando aspettative non realistiche e non raggiungibili. 

Gli adolescenti social crescono coltivando un’insoddisfazione per il loro aspetto fisico, mostrando un’esigenza compulsiva di apparire perfetti agli occhi degli altri. Con un’immagine del corpo, criticata sia da sé stessi che dagli altri, utilizzano i social network per compensare i commenti negativi che sono soliti ricevere dai coetanei. Sembra, inoltre, che a una presenza maggiore sui social possa corrispondere un livello più alto di insoddisfazione verso il proprio corpo.

Per concludere, i social network sono una fonte di nuove patologie mentali?

La mia opinione personale è  che possono essere una risorsa ma anche una dannazione. Se usati male e senza criterio, possono creare dipendenze, distruggere l’autostima di una persona con tute le conseguenze che questo comporta; di conseguenza possono diventare una nuova fonte di patologie mentali. 

Bibliografia

American Psychiatric Association; Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali DSM 5;   Milano; Cortina 2014.

Scarinci A., Lorenzini R.; Il disturbo di dismorfismo corporeo; Trento; Erickson 2015

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